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COSTRUZiONE DELLA FRASE (KONSTRUKCE VĚTY)


IMPORTANTE
Quelle che seguono sono regole generali che permettono nella gran parte delle occasioni di costruire la frase in maniera corretta. Come sappiamo, tuttavia, la lingua Ceca presenta tante irregolarità, quindi...


La lingua Ceca tende a lasciare un discreto livello di libertà nella costruzione delle frasi, ponendo solo alcune posizioni fisse all’interno delle stesse.

Tre sono gli elementi chiave di una frase, necessari cioè a dar senso compiuto alla stessa: soggetto, predicato ed oggetto diretto , sebbene una frase possa aver senso compiuto anche in presenza dei soli primi due.

Questi tre elementi chiave tendono a posizionarsi in posti precisi all'interno della frase.


Accanto a questi tre elementi si possono affiancare tutta una serie di elementi che arricchiscono la frase: aggettivi, avverbi, pronomi, congiunzioni, ...

La posizione di alcuni di questi è del tutto indifferente da quella degli elementi chiave, mentre la posizione di altri è strettamente legata a quella di questi ultimi: parliamo ad esempio degli aggettivi, che come sappiamo vanno obbligatoriamente posti prima del nome cui si riferiscono. Stesso discorso per pronomi possessivi legati al soggetto o all’oggetto.


Il soggetto tende a prendere sempre il primo posto, preceduto nel caso da un aggettivo. Il predicato invece va a prendere sempre il secondo: se il soggetto è sottointeso, al primo posto passa un avverbio di tempo (oggi, domani, solitamente, etc) in modo da poter lasciare il predicato al secondo posto nella sentenza. In ogni caso, il predicato, salvo casi eccezionali non deve mai prendere la prima posizione. Questa è una delle poche regole su cui la lingua Ceca pone molta attenzione.

Eccezione a tale regola è, ad esempio, la costruzione del comparativo di uguaglianza... in questo caso abbiamo verbo + tak + aggettivo + ...

La posizione dell’oggetto diretto non è fissa. Le uniche regole sono che tra esso ed il predicato vanno posizionati eventuali avverbi riferiti al predicato (il modo in cui viene svolta un’azione) ed aggettivi dell’oggetto stesso, sempre per la solita regola che conosciamo.

Preposizioni di stato o moto, salvo casi particolari, non devono necessariamente essere posizionati fra oggetto e predicato, anzi, se possibile è meglio collocarli dopo l’oggetto per non complicarci troppo la vita. In ogni caso non vanno posizionate prima del predicato.

Ma cominciamo a vedere qualche esempio pratico...

La frase minima come detto è costituita da soggetto, predicato ed oggetto:
Petr legge un libro - Petr čte knihu

Questa frase può essere arricchita da tanti altri elementi e diventare ad esempio...
Il nostro Petr legge velocemente un bel libro nel parco

Quando ci troviamo davanti ad una frase ricca di elementi è bene effettuare l'analisi logica della stessa ed identificare:

• I tre elementi chiave della frase:
.........Petr (soggetto), legge (predicato), un libro (oggetto).


• Se ci sono aggettivi o pronomi legati ad uno dei tre elementi chiave:
.........nostro (pron. possessivo legato al soggetto)
.........bel (aggettivo qualificativo legato all’oggetto diretto).


• Avverbi legati al predicato:
.........velocemente


• Altri elementi, indipendenti.
.........nel parco (preposizione di stato in luogo)


Procediamo con ordine, posizionando le parole chiave, quindi quelle ad esse legate ed infine piazzando gli elementi indipendenti.

I primi tre elementi hanno posizioni pressochè costanti.
Petr legge un libro - Petr čte knihu

Davanti ad essi dobbiamo mettere i rispettivi aggettivi e/o pronomi.
Il nostro Petr legge un bel libro - Náš Petr čte hezkou knihu

C’è un avverbio legato al predicato: lo posizioneremo subito dopo esso.
Il nostro Petr legge velocemente un bel libro - Náš Petr čte rychle hezkou knihu

Infine resta l’elemento libero: nel parco. Siamo liberi di posizionarlo sia in fondo alla frase che fra predicato ed oggetto diretto senza che ciò renda errata la costruzione logica della nostra frase. Personalmente preferisco la prima soluzione in quanto crea meno confusione. La scelta generalmente ricade su cosa si vuole enfatizzare.

Náš Petr čte rychle hezkou knihu v parku
Náš Petr čte v parku rychle hezkou knihu



La presenza di un eventuale oggetto indiretto (a chi? a cosa?) non complica le cose. Esso può essere posto tranquillamente fra predicato ed oggetto oppure dopo quest’ultimo.

Petr scrive una lettera a Martina

Sia Petr píše Martině dopis che Petr píše dopis Martině sono corretti.

Solitamente si mette come ultima parola della frase quella che si vuole enfatizzare, quindi a seconda che noi vogliamo enfatizzare il fatto che Petr scriva una lettera invece di un poema o il fatto che la scriva a Martina e non ad Hana, sceglieremo la costruzione giusta.



Complichiamo un po le cose passando dal presente al passato.
In linea generale, quando il verbo è al passato, al secondo posto va l’ausiliare essere.

participio + být + oggetto indiretto + oggetto diretto

In realtà non è essenziale che l'oggetto indiretto, se presente, sia fra il predicato e l'oggetto diretto. Generalmente lo è però.

Ho scritto una lettera a Kristýna - Psal jsem Kristýnĕ dopis



Fisso come posizione, fa ruotare tutto attorno a sè: è il riflessivo se.

Per quanto riguarda il tempo presente/futuro esso occupa sempre il secondo posto, spostando il predicato al terzo posto.

Non pensare mai di mollare - Nikdy se nerozhodneš přestat
Anche se i Cechi spesso si lamentano - Přestože si Češi občas stěžují
Col tempo ci farò abitudine - Časem si na to budu zvyknout

Se invece siamo in presenza di un tempo passato la forma generale è:

participio + být + se + oggetto indiretto + oggetto diretto

Ho guardato la televisione - Díval jsem se na tele
Volevo solo chiederti una cosa - Jen chtĕl jsem se ti zeptat na jednou otázku




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